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2003/2004 / proiezioni
ortogonali
1. LE
PROIEZIONI ORTOGONALI O METODO DI MONGE
1.1. Gaspard Monge matematico francese (1746-1818) ha il
merito di aver codificato il metodo delle P.O. , mettendo in relazione pianta e
prospetto di un oggetto 3d in modo da definire inequivocabilmente la
restituzione di qualsiasi misura, forma e volume.
1.2 Elementi di
riferimento (Fig. 1)
Vengono stabiliti 2 centri di
proiezioni C1¥ ,C2¥ e due piani
di proiezione p1, p2.
I centri di proiezione C1¥ ,C2¥
sono punti impropri quindi
rappresentano due direzioni che in questo caso sono perpendicolari ai due piano
di proiezione.
C1¥: primo centro di proiezione ha la direzione perpendicolare p1
C2¥: secondo centro di proiezione ha la direzione perpendicolare p2
p1 : il 1°
piano di proiezione di norma è orizzontale sul quale poggia l’oggetto da
rappresentare.
p2: il 2° piano di proiezine é verticale disposto di
norma parallelamente alla facciata principale del oggetto.
1.3.
Proiezioni ortogonali di un punto (Fig.1)
Dopo aver
stabilito gli elementi di riferimento, centri e piani di proiezione e
posizionato un punto A nel primo Diedro*, si vuole determinare le proiezioni
ortogonali di un punto A:
La prima proiezione ortogonale A1, è il punto d'intersezione della retta
passante per A e perpendicolare p1
La 2° P.O. A2, è
il punto d'intersezione della retta passante per A e perpendicolare p2
Con il fine di avere un piano solo dove disegnare, cosi è più facile mettere in realzione le proiezioni ortogonali, si fa il ribaltamento del piano p2 in senso orario su p1
il segmento A-A1 è detto quota di
A.
il segmento A-A2 è detto aggetto A .
La (Fig.2) . mostra
le P.O. di un punto A nell’insieme di
elementi(punto, retta, piano) che compongono un volume architettonico.